Rondò Veneziano

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È sorprendente come certe cose scatenino i ricordi e aprano voragini nella memoria dove perdersi, a volte, è inevitabile. Succede così con la musica, quando casuale e improvvisa irrompe nel tempo del vivere, esplode diventando boato mentre i frammenti di ciò che resta s’imprimono ovunque. Te li senti addosso, tra le mani, negli occhi, sul cuore. Delicati o taglienti, a seconda dei ricordi che da quei suoni riemergono e per un po’ restano, per salutare un’altra volta il mondo. Stasera, in radio, ho incrociato per caso le note di Rondò Veneziano. Su di loro c’erano me bambina, mio padre, l’Alfasud bianca e la strada verso il mare. Una voragine immensa, un boato fortissimo. Sento i frammenti ovunque. Tra i vestiti, nei capelli, nell’anima. 

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